
Luce a prezzo fisso o variabile: nessuna delle due soluzioni conviene sempre. Con il prezzo fisso il costo della materia energia resta bloccato per un periodo stabilito, di solito 12 o 24 mesi, e sai in anticipo quanto paghi per ogni kWh. Con il prezzo variabile paghi ogni mese il PUN Index GME più uno spread: se il mercato all'ingrosso scende risparmi, se sale la bolletta aumenta.
Per scegliere bisogna confrontare il costo annuo stimato sui propri consumi e valutare quanta variabilità si è disposti ad accettare. Vale soprattutto in vista dell'inverno, quando in molte case i consumi crescono.
Come funziona la luce a prezzo fisso
In un'offerta a prezzo fisso il venditore applica alla componente energia un prezzo unitario in €/kWh che non cambia per tutta la durata del blocco. Il prezzo può essere monorario, cioè uguale a ogni ora, oppure diverso per fasce orarie (F1, F2, F3).
Attenzione: "fisso" riguarda solo la spesa per la materia energia. In bolletta restano voci che non dipendono dal venditore, come trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema e imposte. Queste vengono aggiornate secondo le regole in vigore.
- Vantaggio: spesa prevedibile e protezione dai rialzi del mercato all'ingrosso.
- Limite: se i prezzi all'ingrosso calano, il prezzo bloccato non scende.
- Da controllare: quanto dura il blocco e che cosa succede quando finisce.
Come funziona la tariffa variabile indicizzata al PUN
Le offerte variabili collegano il prezzo dell'energia a un indice del mercato all'ingrosso. Dal 1° gennaio 2025 il riferimento per le offerte domestiche è il PUN Index GME, pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici. Ha preso il posto del vecchio PUN e si calcola come media ponderata dei prezzi zonali. Ogni mese il venditore fattura il valore medio del periodo, spesso distinto per fasce orarie, e ci aggiunge uno spread.
Il prezzo dell'energia di un'offerta variabile si compone così:
- PUN Index GME: cambia ogni mese e non dipende dal venditore.
- Spread: la maggiorazione in €/kWh decisa dal venditore. È l'elemento da confrontare tra un'offerta e l'altra.
- Eventuali perdite di rete: alcune offerte applicano una maggiorazione percentuale sul PUN. Controlla se è prevista e su quale parte del prezzo si calcola.
Spread, quota fissa e durata: le voci da confrontare
Due offerte con lo stesso prezzo dell'energia possono costare cifre diverse alla fine dell'anno. Le voci decisive sono tre.
Lo spread o il prezzo bloccato
Nel variabile conta lo spread, nel fisso il prezzo per kWh. Più consumi, più queste voci pesano sulla spesa totale.
La quota fissa di commercializzazione
È un importo in euro al mese, o all'anno, che paghi a prescindere dai consumi. Per chi consuma poco può pesare più del prezzo dell'energia: un'offerta con prezzo al kWh basso e quota fissa alta può costare di più a una persona che vive da sola.
La durata del blocco e le condizioni successive
Le condizioni economiche hanno una validità limitata. Quando scadono, il venditore deve comunicarti le nuove condizioni e, se non scegli un'altra offerta, di norma passi a quelle. Spesso un prezzo fisso in scadenza diventa variabile, oppure si rinnova a un livello diverso.
Luce a prezzo fisso o variabile: quale conviene in base ai consumi
Il confronto corretto si fa sul costo annuo stimato, non sul solo prezzo al kWh. Ti servono i consumi annui in kWh, che trovi in bolletta (di solito è indicato il consumo degli ultimi 12 mesi), e la scheda di confrontabilità dell'offerta.
- Recupera il consumo annuo in kWh e, se hai una tariffa a fasce, la ripartizione tra F1, F2 e F3.
- Per il fisso moltiplica i kWh per il prezzo bloccato. Per il variabile moltiplica i kWh per una stima del PUN Index GME più lo spread.
- Aggiungi la quota fissa moltiplicata per 12 mesi.
- Tieni presente che trasporto, oneri di sistema e imposte cambiano poco da un'offerta all'altra, perché non li decide il venditore.
- Confronta i totali e chiediti di quanto potrebbe crescere la spesa se il PUN salisse nei mesi invernali.
In termini pratici, il fisso conviene se il prezzo bloccato è più basso della media che ti aspetti per PUN più spread nel periodo del contratto. Nessuno conosce in anticipo l'andamento del PUN, quindi la scelta dipende anche dalla tua tolleranza al rischio:
- Consumi alti o concentrati in inverno (pompa di calore, scaldabagno elettrico, piano a induzione): un rialzo del PUN pesa di più e il fisso dà stabilità.
- Consumi bassi: la differenza in euro tra fisso e variabile si riduce e la quota fissa diventa la voce principale.
- Chi segue il mercato e può assorbire qualche mese più caro: il variabile con uno spread contenuto permette di approfittare dei cali.
Quanto costano le offerte a confronto
Qui sotto trovi gli importi mensili indicativi delle offerte luce presenti nel nostro elenco. Sono valori di riferimento: la spesa reale dipende dai tuoi consumi, dalla potenza impegnata e dalla struttura dell'offerta (fissa o variabile). Prima di decidere controlla sempre la scheda di confrontabilità del venditore.
- Eni gas e luce Smart (Eni gas e luce): 45 € al mese
- Enel Luce Flex Web (Enel Energia): 65 € al mese
- Sorgenia Next Energy Sunlight (Sorgenia): 83 € al mese
- Edison Energia Casa (Edison Energia): 85 € al mese
- Axpo Gold (Axpo): 87 € al mese
- Plenitude Casa Luce (Plenitude): 90 € al mese
- E.ON Tuttocompreso (E.ON): 92 € al mese
- A2A Luce e Gas Easy (A2A): 105 € al mese
Alcune di queste offerte, come quelle che nel nome richiamano luce e gas, possono comprendere servizi o forniture diverse. Prima di confrontare gli importi verifica che cosa include ciascuna.
Prezzo fisso in scadenza: cosa controllare
Se hai un'offerta a prezzo fisso che sta per scadere, l'autunno è il momento giusto per muoversi. Il venditore è tenuto a informarti in anticipo delle nuove condizioni economiche. Le regole ARERA prevedono che le modifiche unilaterali siano comunicate con almeno tre mesi di preavviso e che, quando scade uno sconto o aumentano i prezzi, la comunicazione indichi anche l'effetto in euro.
- Leggi la comunicazione del venditore: nuovo prezzo o nuovo spread, nuova quota fissa, data di decorrenza.
- Verifica il tipo di prezzo successivo: controlla se resta fisso o diventa indicizzato al PUN Index GME.
- Ricalcola il costo annuo con le nuove condizioni e confrontalo con altre offerte.
- Controlla bonus e sconti: verifica se erano legati al primo anno e se terminano.
- Valuta il cambio: il passaggio a un altro venditore si richiede al nuovo fornitore e non comporta interruzioni della fornitura.
Per un confronto neutrale puoi usare anche il Portale Offerte gestito da Acquirente Unico per conto di ARERA, che elenca le offerte del mercato libero e stima la spesa annua sui consumi che inserisci.
Domande frequenti
Che cos'è il PUN Index GME?
È l'indice del prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici. Dal 2025 sostituisce il vecchio PUN come riferimento delle offerte variabili e si ottiene come media ponderata dei prezzi zonali.
Con il prezzo fisso la bolletta resta sempre uguale?
No. Resta fisso il prezzo dell'energia al kWh, ma la bolletta cambia con i consumi. Anche trasporto, oneri di sistema e imposte possono essere aggiornati.
Che cosa succede quando scade il prezzo bloccato?
Il venditore comunica le nuove condizioni economiche. Se non scegli un'altra offerta si applicano quelle nuove, che possono essere variabili o a un prezzo fisso diverso.
Conviene passare al variabile prima dell'inverno?
Dipende dallo spread offerto, dai tuoi consumi invernali e da quanta variabilità puoi sostenere. Confronta il costo annuo stimato delle due soluzioni e considera l'effetto di un eventuale rialzo del PUN nei mesi freddi.
Lo spread è l'unico costo del venditore?
No. Oltre allo spread c'è di solito una quota fissa di commercializzazione mensile o annua, e alcune offerte prevedono maggiorazioni per le perdite di rete. Tutte queste voci sono indicate nella scheda di confrontabilità.
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